Antifurti … alternativi!

Talvolta capita di vedere soluzioni originali in tutti i settori, … e l’ambito della sicurezza e degli antifurti non è da meno!!

Non sto parlando di innovazioni tecnologiche o di nuovi ritrovati delle scienza … bensì di inventiva umana, probabilmente la più fantasiosa e simpatica. Eccovi alcune mie foto che non hanno necessità di alcun commento …

😉

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L’emozione dei colori

Ispirandomi nel titolo del post alla bella mostra della GAM di Torino di qualche mese fa, creo questo post in cui andrò ad inserire immagini che palesemente, secondo me, mostrano l’importanza dei colori nel creare emozioni, … e come questi possano talvolta  essere utilizzati per abbellire una struttura/edificio/strada, … o come siano anche meno utilmente sfruttati in altri settori quali la pubblicità!

Ecco due scuole elementari abbellite con molti colori … e pochi sforzi:

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Nel sito youreduaction.it ho visto questo bell’esempio di trasformare alcune strisce pedonali di Madrid tramite il progetto “Funnycross” di riqualificazione urbana per trasformare le strade in opere d’arte a cielo aperto: al momento ha interessato ben 13 attraversamenti pedonali di Madrid.it: resta da capire se la burocrazia legislativa italiana possa consentire agevolmente operazioni analoghe facendo rientrare queste iniziative nel codice della strada che definisce in modo alquanto preciso cosa si intende per strisce pedonali (per cui si rischierebbero controversie in caso di incidente).

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Le seguenti rielaborazioni di una mia foto mostrano come, semplicemente cambiando il colore, si possano modificare radicalmente le sensazioni percepite:

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Questa foto è relativa alla scala della GAM quando esponeva la mostra sui colori:

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Ecco alcuni tramonti sul Po di Torino:

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Possible solution for error: “The operation system is not presently configured to run this application”

It happened to me that error when I tried to run Skype for Business possibly after some Windows update.
I see that there is also a Microsoft support page on that issue and it is said that this error is typically caused by a mismatch between the accounts that are used in Outlook and Lync/Skype for Business.

Useless for me was any PC restart  or other suggested solutions I found on some forums!


Personally I solved the issue going to Control Panel -> Programs -> Programs and Features (Win + R) and then right clicking on the Microsoft Office program, then choosing Change and finally the Online Repair option.

Control Panel -> Programs -> Programs and Features; right clicking on the Microsoft Office program; choose Change; select the Online Repair option.

Control Panel -> Programs -> Programs and Features; right clicking on the Microsoft Office program; choose Change; select the Online Repair option.

The Office is downloaded from a remote server and reinstalled without loosing the preexisting settings you had on your PC 😉

P.S.
Someone else, in this a post of the social.technet.microsoft.com forum, said that solved the problem running cmd as administrator and then typing:

for /f “tokens=2 skip=6” %G in (‘whoami /user’) do reg delete hku\%G_Classes\VirtualStore\MACHINE /f

I did not try that possible solution but you could try even that!

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Windows 10 Fall Creator: nuova funzionalità di Files on-demand (ex placeholder) in OneDrive [anche per OneDrive for Business e documenti su SharePoint]

Tra tutte le novità  introdotte dalla nuova versione autunnale di Windows 10 (Fall Creator Update) sicuramente una di quelle di maggior rilievo, a mio parere, è la ricomparsa della possibilità di avere file su richiesta (Files on-Demand) in OneDrive (anche in Skype for Business avendo penso uniformato lo sviluppo del codice!!) che consente di poter eventualmente mantenere un placeholder al posto del file scaricato: in tal modo si riescono con il File Explorer a vedere tutti i file (delle directory che si è deciso a livello di Settings di voler vedere localmente) senza doverli necessariamente avere scaricati, evitando così di occupare inutilmente memoria locale.

Per attivare la nuova funzionalità è necessario aver installato il Fall Creator Update di Windows 10 (version 1709 – OS Build 16299.19 o superiore) l’ultima versione di Windows 10 (Fall Creator Update – OS version 1709 che può essere agevolmente vista andando su System dal right click menu dello Start) e l’ultima versione del client di OneDrive. Se il client non è l’ultimo per cui non ti compaiono le opzioni mostrater nel seguito, conviene forzare l’installazione dal seguente link, presente anche nella sezione Scarica del sito di OneDrive (Devi reinstallare? Fai clic qui per scaricare il programma).

Deve quindi essere spuntata la checkbox relativa al Files on-Demand, per default disabilitata, affinché tale funzionalità risulti attiva:

Opzioni presenti nei Setting di OneDrive-Personal e OneDrive for Business che consentono di attivare la funzionalità di Files On-Demand

Dal precedente screenshot, si può notare che nei Settings sia di OneDrive-Personal sia di OneDrive-for-Business (click con il tasto destro sulle corrispondenti icone di cloud presenti nella toolbar in basso), esiste una checkbox che consente di abilitare questa funzionalità di File On-Demand.

Scaricare eventualmente l’ultima versione del client di OneDrive

Una volta abilitata questa funzionalità, sono previsti i  seguenti tre possibili stati, per sia un file sia una directory sincronizzato nel cloud (sia questo su un OneDrive o su un sito SharePoint): in particolare, lo stato di una directory è sempre relativo alla condizione più critica propria dei file in essa contenuti (vedi dettagli nel seguito).

  1. Available when online: disponibile solo sul cloud per cui non occupano memoria ma richiedono una connessione ad Internet per poter essere visualizzati. Il file viene scaricato solo se lo si apre (e si ha ovviamente la connessione ad Internet) e passa automaticamente nello stato Available on this device.
  2. Available on this device: stato automaticamente impostato qualora si apra un file che non era in locale che quindi viene scaricato ed aperto dall’app associata alla sua estensione. Risulta disponibile localmente, per cui occupa spazio e risulta localmente disponibile anche senza connessione ad internet. Non è garantita la permanenza in locale qualora il file non sia utilizzato da tempo e sia richiesto spazio per scaricare altri file in locale.
  3. Always available on this device: analogo al precedente ma impostato esplicitamente dall’utente operando sul menù a tendina associato al file/directory (right click), per cui risulta SEMPRE presente in locale e la sua presenza non può essere gestita dinamicamente dal sistema.

Esiste poi un’ulteriore condizione non stabile in cui si può trovare un file/directory, quella di Sync pending rappresentata da un’icona con doppia freccia circolare: indica che la versione locale non è attualmente ancora sincronizzata con quella in cloud e lo sarà non appena il processo di sincronizzazione termina (e.g. può tardare in quanto manca la connessione Internet). Si noti che attualmente tale icona non risulta mai animata anche se, secondo me, potrebbe servire per evidenziare meglio quando il processo di sincronizzazione è correntemente in corso o è fermo per mancanza di connessione di rete: non appena la sincronizzazione è avvenuta,  il File/Directory si porterà in uno degli altri stati stabili ed avrà una differente icona associata.

Se si desidera poi esplicitamente liberare memoria e non avere più in locale un File/Directory specifica, è sufficiente agire sempre sul menù a tendina associato al file/directory (right click),  e selezionare Free up space.

Esempio di file con tutti i 3 stati previsti: Available when online, Available on this device, Always available on this device – Evidenziata anche la condizione transitoria di Sync pending

 

Riporto le indicazioni formalmente fornite dal sito Microsoft relativamente al significato degli stati precedentemente elencati … spiegazione non particolarmente convincente, a mio parere e che mi hanno richiesto alcune prove di funzionamento per essere meglio interpretate correttamente 😉

Conceptual image of an online only file

Online-only files
Online-only files don’t take up space on your computer. You see a cloud icon for each online-only file in File Explorer, but the file doesn’t download to your device until you open it. You can’t open online-only files when your device isn’t connected to the Internet.
Conceptual image of a locally available file

Locally available files
When you open an online-only file, it downloads to your device and becomes a locally available file. You can open a locally available file anytime, even without Internet access. If you need more space, you can change the file back to online only. Just right-click the file and select “Free up space.”
Conceptual image of an always available file

Always available files
Only files that you mark as “Always keep on this device” have the green circle with the white check mark. These files download to your device and take up space, but they’re always there for you even when you’re offline.

Infatti da quanto indicato, non è del tutto chiara la distinzione tra i due stati “Locally available files” e “Always available files” in quanto in entrambi i casi il file risulta presente in locale e quindi utilizzabile anche in assenza di collegamento ad Internet (modalità offline) ed anche la sincronizzazione con il cloud avviene per entrambi non appena possibile, vale a dire non appena si ha una connessione Internet. Non si tratta neppure di una differenziazione legata al fatto che, qualora a livello di directory contenente dei file si impostasse “Free up space“, questo comportasse un diverso comportamento dei file in essa presenti, a seconda se erano “Locally available files” oppure “Always available files” (e.g. venisse liberato spazio solo per i primi, mantenendo comunque tutti i secondi): infatti facendo semplici prove, si vede che comunque vengono in quel caso resi tutti quanti “Available only online”.

Facendo ulteriori prove, si nota anche che lo stato mostrato per una directory è sempre relativo alla condizione più critica propria dei file in essa contenuti (e.g. basta che ci sia anche solo un file “Online-only” affinché quello stato sia anche quello della cartella che lo contiene; analogamente se tutti i file sono “Always available files” eccetto anche solo uno “Locally available files“, la cartella risulterà nello stato “Locally available files“). La differenza sembrerebbe essere molto sottile (come suggerito in Tech community: Files on demand – difference in ‘locally available’ and ‘always available’ files) e non di particolare interesse nella maggior parte dei casi in cui si è agevolmente connessi a Internet: sembrerebbe infatti che “Locally available files” sono quelli che uno ha aperto quando online ed erano precedentemente “Online-only” oppure creati recentemente da un dispositivo differente mentre si era online: questi file vengono scaricati sul PC in locale nell’immediato MA non si è garantiti che rimangano in locale. Infatti se uno non utilizza da tempo quel file e risulta necessario liberare spazio per poter scaricare altri file che si desidera avere in locale, quelli precedenti nello stato “Locally available files” possono passare nello stato “Online-only” (tale processo sembra basato su euristica e necessità di spazio libero). Se invece si vuole essere sicuri che un file sia sempre presente localmente offline, è conveniente portarlo esplicitamente nello stato “Always available files“, operando sul menù a tendina relativo al click con il tasto destro, nella sezione relativa a OneDrive associata a quel file.

In particolare per un file/directory che si trovi nello stato Available on this device (e.g. file presente nel Cloud che è stato aperto localmente per cui è stato implicitamente automaticamente scaricato) risulta sempre possibile, dal menu disponibile al right click, portarlo negli altri due stati:

  • Always keep on this device => stato Always available on this device;
  • Free up space => stato Available when online.

Analogamente qualora il file si trovi inizialmente in un differente stato.

Risulta sempre possibile, dal menu disponibile al right click, portare un file in uno stato negli altri due stati (e.g. dallo stato Always available on this device allo stato Available when online

Qualora infine si cancelli un file/directory sincronizzato sul Cloud, questo si ripercuote anche remotamente, così come qualsiasi modifica che uno effettua al file/directory: tuttavia non solo si è avvertiti, ma risulta comunque possibile recuperarlo (qualora uno l’abbia cancellato per errore) andando con il browser su sito SharePoint o su OneDrive (a seconda di dove si trovava quel file, sulla cartella Documenti di un sito SharePoint o su una cartella di OneDrive) agendo sul cestino.

Quando si cancella un file/directory, si è avvertiti che questo si ripercuote anche sul Cloud

E’ sempre possibile recuperare un file cancellato per errore, riprendendolo dal Cestino presente sia su OneDrive sia su ciascun sito SharePoint

Si noti infine che qualora due utenti autorizzati cerchino di accedere contemporaneamente al medesimo file presente sul cloud per apportarne modifiche, questo viene impedito a meno che non ci sia una accettazione ad un editing condiviso da chi per primo aperto tale file, eventualmente operando con l’editor Office online.

Viene impedito un editing da un secondo utente, a meno che non ci sia una accettazione ad un editing condiviso da chi per primo aperto tale file

Vedere anche i seguenti post precedenti:

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Puoi trovare  ulteriori guide su come funziona questa nuova funzionalità nei seguenti siti:

Dall’app OneDrive si può unicamente indicare se un file (non una cartella) lo si vuole anche offline [in alternativa al semplice download], come mostrato nei seguenti screenshot: in questo caso l’icona con il paracadute viene utilizzata per indicare la presenza del file anche in locale.

Accesso a OneDrive tramite l’app OneDrive

Il file contrassegnato dall’icona “paracadute” viene mantenuto offline

Per avere nuovamente il file solo online, risparmiando spazio sul disco locale

Infine dal sito web OneDrive risulta per ora solo effettuare il download di un file.

 

Un ulteriore link utile è Come eseguire una installazione pulita di Windows 10 Fall Creator

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How to format an HD not visible in Windows 10’s File Explorer

Sometime it may happens that you want to use an HD recovered from some other PC, possibly a not Windows one (e.g. Linux). When you connect it via USB port using a Hard Disk Docking Station, it may happens that that HD is not visible in the file Explorer of Windows 10 because corrupted or because the existing partitions are not the ones expected by Windows 10 and therefore you need to delete them all and then recreate a new NTFS volume.

Hard Disk connected to a PC, via USB port, using an Hard Disk Docking Station

This video tutorial is very esaustive, even thought it is an old one (2012) and it refers to a previous Windows O.S. version: in fact the procedure to follow is still nearly the same!

You need to right click on the Start menu and choose the Computer Management menu item. Going to the Computer Management (Local) -> Storage -> Disk Management section, you will be able to see from here the attached new HD, even if it is not visible from the File Explorer.
You have to delete all its partitions (be careful to be sure it is the new attached HD, possibly disconnecting and then reconnecting it from the PC USB port in order to identifying it for sure 😉 and then create a new volume: choose NTFS in the option related to the file system setting and possibly give a label to that new volume.

Computer Management

Storage -> Disk Management

The HD is visible from the Disk Management section

Delete all Volumes (1)

Delete all Volumes (2)

Delete all available Partitions

After deleting all available volumes and partitions and then having only a single unallocated one, create a new Simple Volume

New Simple Volume allocation (1)

New Simple Volume allocation (2)

The new Volume is now available in the File Explorer and it can be used to save your data!

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Come assistere gratuitamente ad una seduta della Camera dei Deputati: istruzioni per l’uso

P.S. Pubblico un vecchio post che fino ad oggi avevo tenuto privato.

Oggi (13/6/2016) ho assistito ad una parte di una seduta della Camera dei Deputati. Se visitate Roma, anche solo come turista, vi consiglio di farlo anche voi … almeno una volta nella vita è dovuto! Sicuramente vale la pena vedere, dall’alto delle sue tribune, la bella sala dove si svolgono le discussioni … tante volte la si è vista in televisione, ma vederla dal vivo è tutt’altra cosa, con la sua vetrata al soffitto, le pareti di legno scuro ed i numerosi banchi disposti a raggiera: purtroppo non si può portare con sé né una macchina fotografica né un cellulare, per cui non potrai immortalare il tutto con una fotografia! Comunque, anche per un non addetto ai lavori come me, è interessante (direi addirittura istruttivo) vedere di persona come si svolgono le discussioni e toccare con mano ciò che c’è intorno.

Io ci sono andato con moglie, figlia ed una amica avvocato: grazie a lei, che ci era andata in passato più volte, non ho dovuto interessarmi su quale fosse la procedura riservata al pubblico, ma ora ho visto che, sebbene molto sinteticamente, questa è descritta anche su una pagina del sito di una precedente legislatura mentre, stranamente, non l’ho trovata nel sito dell’attuale legislatura, … ma forse è solo più difficoltoso trovare il percorso per arrivare a tale informazione! Ho scoperto così che ciascuna legislatura ha un suo sito, con una sua grafica e suoi menù di accesso ai contenuti … e questi siti risultano assai differenti tra loro: comunque anche quelli delle legislature precedenti vengano mantenuti, forse a memoria storica. Da un punto di vista tecnico mi ha comunque stupito tutto ciò: è come se, cambiando il direttore, il sito di un giornale dovesse cambiare aspetto ed impaginazione, pur mantenendosi i contenuti analoghi così come la tipologia dei contenuti dinamici (es. l’ordine del giorno), al posto di invece riproporre con nuova grafica e con nuove tecnologie, tutti i contenuti (anche quelli vecchi) che in teoria, se il tutto è stato progettato bene, dovrebbero essere memorizzati su un data layer, quindi differente dal presentation layer relativo appunto alla loro presentazione.

Nel seguito cercherò comunque di dettagliare maggiormente le informazioni che ho trovato nei siti istituzionali relativamente al tema in oggetto, raccontandovi poi la mia esperienza personale e descrivendovi anche le mie sensazioni, sempre come cittadino non addetto ai lavori e quindi con studi tecnici che esulano dal mondo della giurisprudenza (e quindi ignorante in materia).

Da qui si legge: “I cittadini che desiderano assistere ad una seduta della Camera dei deputati devono recarsi, a partire da mezz’ora prima dell’inizio della seduta, in Piazza del Parlamento 24, presso la Sala del pubblico. Qui viene compilato un modulo di richiesta che deve essere accompagnato da un documento di identità valido.
L’autorizzazione è rilasciata, compatibilmente con la disponibilità dei posti nelle tribune per il pubblico, entro 45 minuti circa. Ricevuta la comunicazione, chi vuole assistere alla seduta si reca in piazza del Parlamento 25 dove gli addetti, verificata l’identità, rilasciano il biglietto di accesso. E’ necessario, prima di accedere alle tribune, depositare soprabiti, borse, telefoni cellulari e apparecchiature elettroniche che saranno custodite in apposite buste di sicurezza numerate.  Agli uomini è inoltre richiesto di indossare giacca e cravatta.
Durante le sedute, il pubblico che siede nelle tribune deve stare a capo scoperto ed in silenzio, astenendosi da ogni segno di approvazione o disapprovazione e deve seguire le indicazioni dei commessi parlamentari. Il pubblico deve uscire dalle tribune in tutti i casi di sospensione della seduta. Le persone ammesse alle tribune riservate al pubblico sono invitate a prendere formale visione delle norme comportamentali recate dall’art. 64 del regolamento della Camera dei deputati e dalle disposizioni integrative ed attuative“.

In verità conviene, una volta verificata l’ora di inizio di una seduta (visibile da questa pagina del sito istituzionale), arrivare molto prima, diciamo almeno un’ora prima, in quanto le procedure di ammissione, come andrò a descrivere, sono tutt’altro che rapide ed il protocollo utilizzato non è dei più “lean“. Generalmente mi sembra di avere capito che il lunedì iniziano generalmente sul tardi (es. 11:30) mentre il venerdì finiscono presto (es. anche prima delle 11:00) … almeno questo è quello che ci è successo arrivando il venerdì 10 giugno! Per cui, essendo gli orari così variabili, conviene (come ho già evidenziato) sicuramente prima visitare questa pagina del sito istituzionale.

Per quanto riguarda l’obbligo di giacca e cravatta, l’importante è avere camicia e cravatta, in quanto la giacca, se non ce l’hai, te la imprestano (ne hanno alcune a disposizione a tale scopo e, se non ci sono troppi visitatori senza giacca, non ci dovrebbero essere problemi …).

L’ingresso indicato (Piazza del Parlamento 24) è una porticina a sinistra sul retro del palazzo del Parlamento, quindi sulla facciata che, seppur bella, non è certo paragonabile con quella principale utilizzata come ingresso dei parlamentari e quindi ancor più presidiata. Comunque anche in quell’accesso secondario al Palazzo erano presenti (a presidiare fuori) due persone, una in divisa ed una in borghese. Subito entrati, passiamo attraverso un metal-detector e quindi un tappeto mobile analizza tutte le borse. Dietro una vetrata sono presenti tre persone che gentilmente, dopo avere appurato il motivo della nostra presenza, ci indicano di proseguire in una stanza adiacente dove si effettua la compilazione dell’apposito modulo di richiesta. Dopo aver superato un ulteriore gabbiotto con un altro dipendente, giungiamo quindi, a pochi metri di distanza, in una stanza dove è presente un tavolo con apposite biro e dove sono presenti tre altre persone, una delle quali ci fornisce i moduli e ci invita a compilarli inserendo i nostri dati anagrafici e relativi identificativi del documento di identità. Fatto ciò consegnamo i moduli compilati insieme ai documenti di identità ed il tutto viene inviato via fax da qualche parte dove deve essere effettuata una verifica di ammissibilità, penso in base agli eventuali precedenti penali: l’idea che mi sono fatto è che vengono inviati ad un diverso ufficio del medesimo palazzo, e viene da chiedersi perche tale verifica non possa essere effettuata dai medesimi addetti che hanno ricevuto i moduli ed ora sono solo lì che attendono …
Tutto questo processo generalmente dura, ci dicono, almeno mezz’ora, per cui ci consigliano di uscire e ritornare più tardi. In realtà abbiamo aspettato circa un’ora, per motivi non precisati, imputabili forse anche al ritardo nell’inizio della seduta [doveva iniziare alle 11:30 mentre è iniziata almeno un quarto d’ora (accademico?) dopo]. Ho anche nell’attesa chiesto se era possibile andare in bagno e gentilmente mi hanno detto di sì ma solo se accompagnati da un inserviente … e solo se ero in giacca e cravatta: la cravatta l’avevo portata (grazie alle indicazioni della mia amica avvocato) ma la giacca in valigia proprio mi ero rifiutato di metterla con caldo che faceva … tanto sapevo che c’era la possibilità di prenderne una in prestito una per entrare in aula (sempre se risultava ancora disponibile, non essendoci troppe persone ad averne l’esigenza) … ma non pensavo di doverla mettere anche per andare in un brutto gabinetto di servizio presente in uno scantinato!!  😉 Nel medesimo stretto corridoio vedo passare persone in camice bianco (come quello dei medici/infermieri, solo un po’ più stropicciato) e, chiedendo il motivo, mi viene detto dalla gentile inserviente che nel palazzo erano ammesse solo persone in giacca e cravatta o con un camice bianco: nemmeno quando ero andato ad assistere, come pubblico, nel Parlamento inglese avevo visto certe stranezze: sebbene là i deputati fossero con la parrucca bianca e vestiti con la toga, nessun requisito particolare era stato richiesto alle persone del pubblico, anche se straniere! In un mondo che evolve, in cui anche gli amministratori delegati delle grandi ditte oramai non indossano più necessariamente la giacca e la cravatta, sicuramente è bizzarro che un pubblico debba farlo, in assenza tra l’altro di indicazioni relative a come debbano essere i calzoni e le scarpe (io ero in jeans e scarpe da ginnastica!!): insomma, pura formalità anche priva di un qualsivoglia senso estetico, quindi semplicemente retaggio di un passato e di procedure che non avrebbero più senso di esistere.

Dopo l’ora di attesa, arriva una telefonata che attesta la nostra idoneità ad accedere alla tribuna del pubblico. Ci viene quindi richiesto di uscire nuovamente nella piazza e di entrare in un altro ingresso analogo, presente questa volta alla destra della medesima facciata (piazza del Parlamento 25). Nuovo passaggio attraverso metal-detector e tappeto a raggi X per borse e quant’altro. Altra vetrata con altri tre addetti che ci chiedono i documenti di identità e li confrontano con quelli presenti su fax in bianco e nero relativi ai dati da noi precedentemente compilati dall’altra parte. Siamo quindi invitati a leggere il regolamento di comportamento e a firmare un foglio che ci viene lasciato insieme ad una targhetta da pinzare rigorosamente a destra sulla giacca (anche questa volta imprestatami nuovamente, in quanto dall’altro lato la giacca l’avevo dovuta restituire dopo essere stato accompagnato in bagno). Dopo aver lasciato loro tutte le borse, cellulari inclusi, un addetto munito di metal-detector manuale ci invita quindi a passare attraverso un’ulteriore metal-detector che ci conduce in una scala da cui possiamo raggiungere una rampa di scale ed al secondo piano ci permette di entrare in una anticamera dove due nuovi assistenti ci accolgono, ci richiedono il foglio consegnatoci all’ingresso, lo dividono a metà restituendocene una delle due parti. Finalmente entriamo nelle gradinate del pubblico dove sono presenti diversi settori (tipo le tribune di un teatro) comunicanti tra loro tramite una bassa anta separatrice. In tutto siamo una decina di persone come pubblico. Io vengo cortesemente invitato a sedermi subito (non è possibile stare in piedi, anche se si vedrebbe meglio interamente la sala) mentre un altro visitatore viene ripreso perché aveva appoggiato i gomiti sulla ringhiera …

La discussione in corso verteva sulle linee generali del testo unificato delle proposte di legge relative all’Assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, discussione generale  [Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (Approvate, in un testo unificato, dalla Camera e modificate dal Senato)].

Fascicolo cartaceo relativo alla seduta corrente, fornito a tutti gli uditori su richiesta.

La deputata che presenta tale proposta di legge (già da tempo approvata da questa Camera e successivamente anche dal Senato che ne ha apportato minime modifiche) fa un bel discorso di circa 20 minuti, molto ad alto livello ed assolutamente non tecnico, delineando l’utilità sociale ed i principi di solidarietà su cui tale proposta di legge si fonda. Sinceramente mi aspettavo una discussione più tecnica sui contenuti e meno frasi generali sui principi seppur sacrosanti e direi persino ovvi per uno Stato che si voglia definire democratico e solidale. Poi, finito il suo discorso, viene invitato a parlare un altro deputato che subito precisa che anche l’opposizione, di cui fa parte, appoggerà tale proposta di legge … e poi prosegue per altri 20 minuti circa con precisazioni sui parti della legge che, nuovamente, anche a me sembra ovvio condividere  … e che quindi a me, non addetto ai lavori, mi sembrano a questo punto di poca utilità! Insomma … c’è una proposta di legge che è già stata approvata dalla Camera, è passata anche al Senato che ne ha migliorato ancor più il testo, ora viene ripresentata alla Camera e anche la persona dell’opposizione, che ha evidentemente avuto il mandato di rileggerla, concorda che verrà approvata anche dalla controparte … mi viene da dire: perchè “sprecare” tempo in inutili frasi fatte e non andare subito a renderla attiva? Scopro che il giorno seguente, alle ore 10 nuovamente si discuterà sul medesimo argomente, che a mio vedere era già stato ampliamente discusso ed accettato da tutti i presenti, opposizione compresa!! Ok, prima si parlava di “discussione sulle linee generali del testo” mentre ora si parlerà di “svolgimento di interpellanza e di interrogazioni” … ma, mi chiedo, anche per una proposta di legge condivisa da tutti è proprio necessaria tutta questa burocrazia e, a mio vedere, perdita di tempo per vederla finalmente approvarla? Magari se ci fossero stati già da subito in aula tutti gli attori interessati, non si sarebebbe potuti procedere ad una sua immediata approvazione? Perchè invece ora in aula ci sono solo una decina di deputati, di cui solo i due che hanno parlato sembrano interessati all’argomento? Addirittura chi ha preserntato la proposta di legge, dopo pochi secondi dall’inizio del discorso da parte del deputato dell’opposizione che sta lodando tale proposta di legge, si alza e lascia l’aula!!! … mi viene da dire: almeno rimani a sentirlo per educazione, anche se potrei concordare che è solo una manfrina!

Sicuramente un corso anche breve sulle metodologie lean sarebbe sicuramente utile per migliorare i processi e renderli più agile: d’altra parte ho visto che i principi su cui si basa quella metodologia, in quanto generali, oramai hanno varcato il mondo delle industrie e dello sviluppo di prodotti e del software, per giungere anche al government.

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Street philosophy/psychology …

Sometime you can read on walls phrases that make you think. Some of them can be considered, in my opinion, related to some kind of “street” philosophy and/or psychology … some others let you simply smile but they are anyway so special!

Some comes from a street art painting, sometime they are only phrases: both of them will be deleted by the time or by other paintings, so only photography can make them live forever …

In this on going post I will add more and more pictures on this subject, taken by myself or found in Internet …
… even you can suggest me some more with your comments!

😉

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Chi siamo quando nessuno ci guarda?
(Who are we when nobody looks at us?)

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Perché cercare la dolcezza nelle persone se esistono le caramelle
(Why look for sweetness in people if there are candies)

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La tua vita è una merda/gioia(??) e tu lo sai
(your life is a shit/joy(??) and you know it)

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Il S. Gesù sta arrivando … BUTTA LA PASTA [probabilmente scritto da qualcun altro]
(The S. Jesus is coming … THROW THE PASTA [possibly written by someone else])

* Foto presa da un post del blog spoonriverblog.wordpress.com

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Il tempo è la cosa che non ti rimane
(Time is the thing that doesn’t stay)

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Vivi e lascia vivere
(Live and let live)

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Mai giudicare un libro dalla copertina
(Never judge a book from the cover)

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Se non c’è la strada … CREALA!
(If there is no road… create it!)

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Prima di morire io voglio …
(Before I die I want to …)

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Sicurezza è un mondo senza frontiere
(Security is a world without frontiers)

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Io ho le ali … voi??
(I have wings… you??)

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Oggi è già domani
(Today is already tomorrow)

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Senza frontiere nessuno è clandestino
(Whithout frontiers no one is clandestine)

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Dormire pittare scopare
(Sleeping painting getting laid)

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