Le nuove piste ciclabili di via Principe Oddone (Torino): ben 69 tombini per ciascun verso di percorrenza!

Possibile che nel 2016 chi progetta una pista ciclabile (con tanto di semafori dedicati ai ciclisti) non ci arrivi che NON È BUONA COSA prevedere, ogni 20 metri, 1, 2 o addirittura 3 tombini nel bel mezzo di percorrenza??? Metterli a due metri di distanza sul parallelo percorso pedonale o a bordo strada era chiedere troppo??

Fin quando sono passato con la mia mountain bike non l’avevo notato troppo, ma oggi che ho percorso la nuova pista ciclabile di corso Principe Oddone (Torino) con la bici da corsa … più volte sono stato tentato di passare sulla strada, pur non essendo consentito da appositi cartelli stradali!!!

Li ho  contati: sono ben 69 i tombini per ciascun verso di percorrenza sia nel tratto di pista ciclabile dalla rotonda di stazione Dora a piazza Statuto sia nel verso opposto … incredibile la precisione in questa simmetria. Mancano “purtroppo”, nel verso da piazza Statuto,  i gruppi di tre tombini (collocati proprio in modo da non poter neppure provare ad evitarli) per allenarci al salto triplo presenti più volte nell’altro verso … solo gimcana quindi! … ma d’altra parte non è che ci dobbiamo allenare sempre sia alla gimcana sia ai salti tripli!!

Esempio 1 di tre tombini (per allenamento di salto triplo?)

Esempio 1 di tre tombini (per allenamento di salto triplo?)

Esempio 2 di tre tombini (per allenamento di salto triplo?)

Esempio 2 di tre tombini (per allenamento di salto triplo?)

 

Esempio di tue tombini (per allenamento di gimcana?)

Esempio di tue tombini (per allenamento di gimcana?)

Prevedere dei semafori per la bicicletta anche solo per i passaggi pedonali è sicuramente lodevole (anche se, almeno a Torino, non proprio indispensabile), ma personalmente avrei preferito non ritrovarmi tutti quei tombini nel bel mezzo della pista ciclabile!

I bellissimi semafori per le biciclette (anche in corrispondenza dei soli passaggi pedonali)

I bellissimi semafori per le biciclette (anche in corrispondenza dei soli passaggi pedonali)

E’ vero che oramai noi ciclisti siamo abituati a ben di peggio quando costretti a transitare per le strade a percorrenza promiscua: buche, tombini di scarico affossati dai molteplici rifacimenti dell’asfalto, immondizia, ghiaia, porte delle macchine posteggiate che si aprono improvvisamente, automobilisti che pretendono la precedenza anche quando non l’hanno!
Fa comunque male vedere che anche quelle poche opere recentemente realizzate per agevolare questo mezzo alternativo di locomozione che non inquina, anche quelle che apparentemente sembrano studiate con tutti i crismi e con lo spazio necessario a disposizione, sono state progettate senza quella sensibilità che invece sarebbe dovuta esserci!! Viene proprio da pensare che chi le ha progettate non sia un grande utilizzatore della bici …

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Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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