Attenzione alle persone disoneste nelle transazioni di compra vendita dell’usato tramite siti online

cheNon pensavo potesse succedermi, ma mi ero sbagliato! 😦

Questo post vuole mettere in guardia chi lo legge, che esistono persone che anche per pochi euro e per avere oggetti non di prima necessità, sono pronte a comportarsi in modo disonesto, ad esempio in una transazione di compravendita effettuata su siti dell’usato (e.g. www.subito.it).

In particolare, se per caso conosci una Beatrice R., che

  • ha attualmente il numero di cellulare 347006xxxx
  • ha conoscenti/parenti a Guiglia Modena  (dove si è fatta recapitare il pacco),
  • è nei pressi di Bologna (secondo quanto ha scritto),
  • lavora presso un servizio di autombulanze (secondo quanto ha detto una sua collega che, in sua vece, ha risposto al suo telefono lasciato nel mezzo)
  • ha almeno un cane di taglia piccola

… o se per caso dovrai vendere/comperare qualcosa da lei, leggi quanto segue e sappiti regolare!!

Oltre che il sito di compravendita dell’usato Subito.it (dove risulta registrata come utente con il suo nome e con associato il medesimo suo numero telefonico!), molto probabilmente segue anche gruppi facebook analoghi relativi a zone di Bologna e Modena (e.g. Vendo a Modena e provincia; VENDO..SVENDO…CERCO..scambio…MODENA E DINTORNI; CERCO A VIGNOLA E DINTORNI; Vendo tutto da 1 a 20 euro; BOLOGNA compro, vendo, scambio, affitto; Vendo e Compro a Crespellano e Dintorni).

Nota: almeno per ora, ho volutamente reso non visibili parte dei dati anagrafici della persona, dati che invece fornirò ovviamente integralmente nella mia prossima denuncia al Commissariato.

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Ho messo in vendita sul sito Subito alcuni oggetti, taluni relativi ad accessori per animali tra cui dei guinzagli/pettorine. Ha risposto all’annuncio una ragazza/signora che via SMS e WhatsApp (associato al numero cellulare 347006xxxx)  si è identificata come Beatrice fornendomi anche l’indirizzo a cui inviarle il pacco (Beatrice R., via xxxx xxxx xx Guiglia Modena 41052) con gli oggetti che vendevo, due pettorine ed un guinzaglio per animali di piccola taglia. Trattandosi di un oggetto di poco valore (16,70 € comprese le spese di spedizione) non ho reputato necessario richiedere un pagamento anticipato ed aspettare solo allora a spedire il pacchetto: d’altra parte lo scambio di messaggi mi aveva indotto a credere che si trattasse di una persona onesta. Avevo anche pensato: chi vuoi che si comporti in modo disonesto per una cifra così irrisoria, tanto più avendo tra l’altro anche fornito un numero di cellulare e l’indirizzo a cui recapitare l’oggetto?

Invece mi sbagliavo!! Anzi è proprio nella pochezza dell’importo che evidentemente certe persone credono stia la loro forza in quando, sbagliando, pensano che uno non si sbatta più di tanto per recuperare l’importo dovuto (a questo proposito è delucidante la frase poi da lei scritta via WhatsApp, quando per timore di una denuncia e di vedersi smascherata su Internet mi dice: “Vai alla polizia per 16 euro? Ammazza …”). Sono inoltre così spudorate che non si preoccupano neppure, più di tanto, di lasciare numero di telefono ed un indirizzo in cui recapitare il pacco acquistato! Si tratta di persone avvezze all’imbroglio, come traspare evidente dai comportamenti voluti e ben calcolati descritti nel seguito (affermano di avere fatto il pagamento e dicono di fornirtene a breve una prova fotografica che mai giunge; poi si rendono irreperibili a chiamate e messaggi, mettendo il tuo numero telefonico tra quelli bloccati): di fatto, i siti di vendita dell’usato tra privati rendono possibile il loro agire se uno non utilizza opportune precauzioni anche per la vendita di oggetti di piccolo valore (e.g. pagamento solo brevi mano o con PayPal). Sono poi così spudorate che, invece di vergognarsi, addirittura cercano poi di intimidire il truffato per non rendere pubblico il loro comportamento: “Stai attento a quello che scrivi perché una denuncia per diffamazione con nome e cognome non è piacevole. Vai pure a leggere nel codice penale” …

Sicuramente io non sono stato che uno dei tanti truffati, e più questa tipologia di persone la passa liscia, più cresce in loro, ed in persone come loro, la convinzione che il loro comportamento sia immune da conseguenze.
La disonestà è poi un virus e si sta diffondendo sempre più nel nostro Paese, sia ad alto sia a basso livello, sia per grandi cifre sia per piccole, … perché nessuno ne è di per sé immune, a meno che ne abbia acquisito l’antidoto, vale a dire una coscienza a livello personale e sociale.
Una disonestà pervasiva, per avere
poi, in modo disonesto, oggetti non di prima necessità (non una pagnotta insomma, bensì delle pettorine per cani!): ai sociologi l’ardua sentenza …
Sbagliato è quindi lasciare correre e pensare che tanto aver perso qualche decina di euro non ti cambia la vita, perché in realtà contribuisci inconsapevolmente anche tu a perpetuare e diffondere tale malcostume.

Annuncio su Subito.it

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Vediamo ora i fatti nel dettaglio: dopo un mio primo sollecito ed una sua finta promessa di inviarmi via WhatsApp l’immagine dell’effettivo pagamento del bonifico, che mi dice già effettuato, non risponde più sia ai messaggi WhatsApp, sia agli SMS ed alle telefonate (infatti, avendo messo il mio numero nella lista dei contatti bloccati, si attiva subito la segreteria telefonica).
Provo a contattarla più volte ogni settimana, in orari diversi e giornate diverse, sia con SMS, sia con telefonate lasciando talvolta anche dei messaggi nella segreteria, sia utilizzando anche la chat e le chiamate di WhatsApp … nulla!!

Anche lo scorso sabato 4/2/2017 provo a richiamare sempre con il mio cellulare e la segreteria, come al solito, scatta subito. Questa volta però poi provo anche a telefonare con un altro numero telefonico e … miracolo! … mi risponde una voce femminile: dicendole che ero Enzo Contini e se si ricordava di me e delle pettorine da me inviatele da più di un mese, la interlocutrice mi dice “Beatrice non è qui in questo momento. Ha lasciato il suo telefono qui in autombulanza ed io ho risposto per lei: se ritelefoni tra 5 minuti dovrebbe essere tornata!“.
Inutile, a questo punto, dirvi che anche da quel numero telefonico è incominciata a scattare subito la segreteria telefonica ad ogni mia successiva telefonata!

P.S. In un primo momento avevo pensato che chi aveva risposto fosse Beatrice stessa e si fosse fatta passare per un’altra persona: invece, anche dal particolare di essere in ambulanza, ho capito che veramente chi ha risposto al telefono era una sua collega e probabilmente lei, tornando aveva poi successivamente messo subito tra i contatti bloccati anche quello dell’ultima chiamata!

Provando poi a chiamare oscurando la visualizzazione del numero chiamante (anteponendo cioè #31# al numero telefonico), questa volta il telefono squilla per un po’ di volte e poi scattava la segreteria, quando la chiamata entrante viene evidentemente rifiutata manualmente.

A questo punto, certo quindi al 100% della disonestà della persona, non mi è rimasta che la scelta che lasciarle un messaggio in segreteria (associato ad un SMS e messaggio WhatsApp) in cui le davo tempo 24 ore per contattarmi, giustificarsi del suo comportamento scorretto ed inviarmi la ricevuta del bonifico dopo avermelo effettuato, questa volta veramente: diversamente avrei diffuso su Internet ciò che mi è successo con tutti i dati in mio possesso (numero telefonico ed indirizzo con nome e cognome, che forse potrebbero non corrispondere alla persona disonesta ma che sicuramente corrispondono a dove mi ha detto di spedire il pacco).
Una denuncia in Commissariato sarebbe stato poi il passo successivo.
Questa volta, diversamente dai precedenti messaggi senza risposta, dove gentilmente le chiedevo di verificare l’IBAN del bonifico che mi aveva detto di avere fatto e di mandarmene prova, dopo poco più di un’ora mi arriva il seguente messaggio sia via SMS sia WhatsApp: “Si hai ragione ti chiedo scusa da morire! Poi avevo cancellato tutto e non avevo più iban ne niente. Se mi dai il numero postpay con nome cognome e c.f. mi fermo subito ad una tabaccheria!!“.
Le scuse ed il ripensamento si rivelano poi dai successivi messaggi non proprio sentiti, come d’altra parte era già era ovvio dalla falsità degli ultimi messaggi precedenti, prima di rendersi irreperibile (dalla chat del 15/1/2017: “Bonifico fatto si si. Domani guardaci. Ti mando la foto del pagamento domani che accedo al pc …“), anche se questa volta traspare una certa ansia e timore nel vedere messo alla luce del sole il suo comportamento … seppure non si freni nel provare ad intimidire l’interlocutore (rivelando così la sua vera indole),  ancor più di preoccuparsi di rimediare il prima possibile al suo comportamento illecito: “Stai attento a quello che scrivi perché una denuncia per diffamazione con nome e cognome non è piacevole. Vai pure a leggere nel codice penale” … “ripeto stai attento a quello che scrivi perché la denuncia non penso ti piaccia tanto … Vai alla polizia per 16 euro? Ammazza..“.

Tuttavia mi scrive anche “Il bonifico te lo faccio necessariamente lunedì dalla banca e ti mando la ricevuta” … e poi ribadisce ancora “Il bonifico te lo faccio lunedì. Ciao“. Decido quindi di posticipare di due giorni …

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Lunedì è trascorso e neppure oggi non ho ricevuto la promessa notifica del bonifico effettuato, nonostante lo abbia anche sollecitato nuovamente via SMS/WhatsApp nel primo pomeriggio …

… dopo più di un mese da quando ho inviato il pacco direi che è il caso di non scherzare più: rendo pubblico questo post e in settimana vado in Commissariato a presentare denuncia.

Ovviamente rendo anche a conoscenza la presenza di questo post a Beatrice R. che ovviamente potrà commentare se lo riterrà opportuno, ma non in modo anonimo.

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Nel seguito la foto della ricevuta di invio del pacco e gli screenshots dello scambio sia di SMS e sia di messaggi WhatsApp, che comprovano quanto da me precedentemente descritto:

Ricevuta della raccomandata di invio del pacco

Ricevuta della raccomandata di invio del pacco

Tracking della raccomandata consegnata

Tracking della raccomandata consegnata

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SMS:

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Messaggi WhatsApp:

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Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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