L’inciviltà degli automobilisti, dei ciclisti e dei pedoni

Spesso leggo sui blog o sui giornali di persone che si lamentano chi degli automobilisti per la loro arroganza chi dei ciclisti in quanto scocciatori e magari maleducati almeno quanto gli automobilisti.

Se gli spazi delle città fossero distribuiti in modo equo e l’educazione avesse insegnato il rispetto degli altri, non ci sarebbero problemi!
Invece gran parte dello spazio disponibile nelle città è stato “sacrificato per accontentare i possessori di automobili” (strade, parcheggi) a scapito anche dei marciapiedi talvolta (almeno in passato) addirittura ridotti in larghezza per ampliare le corsie.

Poi di maleducati se ne trovano su tutti i mezzi, in macchina, in bici, a piedi … ma questo è un altro discorso, mi sembra!
Sicuramente una persona educata e rispettosa degli altri quando è costretta per la propria incolumità e quella dei propri figli ad utilizzare in bicicletta il marciapiede per percorrere alcuni tratti, và a passo d’uomo cercando di non intralciare o spaventare minimamente i pedoni ed anzi aspetta di avere sufficiente spazio prima di eventualmente superare qualcuno che cammina lentamente. Io che rispetto sempre questi principi ben raramente ho avuto a che ridire con qualche pedone e quelle poche volte il livello intellettivo della persona era palese, così come la stupidità e pretestuosità delle sue argomentazioni!

Non si tratta di una guerra di religione, si tratta di educazione e rispetto degli altri: se parcheggio anche solo temporaneamente dove ci sono le strisce pedonali impedisco ai pedoni (soprattutto se con carrozzina o con handicap) di passare, così come se invado con la macchina una pista ciclabile … e questo lo devo capire anche se non ho un bambino piccolo in carrozzina, non ho un handicap e non ho una bici (anche se capisco sia molto educativo essere talvolta anche dall’altra parte). Se poi, dovendo andare sul marciapiede con la bici, urto o anche solo spavento dei pedoni, il discorso di inciviltà è esattamente il medesimo.

Personalmente devo dire che raramente ho incontrato ciclisti strafottenti, incuranti dei pedoni, così come raramente ho trovato pedoni che mi riprendessero con arroganza seppure io rispetti sempre i principi di cui sopra quando uso il marciapiede andando in bici.

Voglio anche evidenziare che molto spesso, quando esistono piste ciclabili, soprattutto quando ritagliate ai margini di un marciapiede o su parte del medesimo, la stessa promiscuità tra bici e pedoni si può osservare assai sovente. Provi un pedone a camminare su una pista ciclabile in Olanda … sicuramente verrà investito! Qui in Italia direi invece che generalmente i ciclisti sono abituati a questo andazzo e l’attenzione è sicuramente maggiore: ci si deve aspettare lo stesso grado di comprensione da entrambi le parti, almeno fin quando le piste ciclabili diffuse ovunque e ben mantenute sia una realtà anche qui da noi.

Mi spiace, ma condivido comunque per esperienza la convinzione che l’arroganza e la strafottenza sia generalmente soprattutto una prerogativa soprattutto dei più forti e di quelli che detengono una maggioranza: nel caso dei mezzi di locomozione sicuramente è degli automobilisti, così come questi ultimi giustamente possono indicarla nei camionisti. Più si è grandi e ci si crede “invulnerabili“, più il nostro ego malato si sente quasi in diritto di dominare. Io stesso noto che quando sono al volante di una macchina devo sforzarmi di non essere un’altra “persona“, ad esempio a rallentare (anzichè magari accelerare) se devo girare a destra e potrei essere di intralcio ad un ciclista davanti a me, obbligandolo a rallentare.

E’ tutto un problema di educazione: d’altra parte in una società dove viene esaltato chi è potente, chi è forte, chi è stafottente, chi urla e sopravvarica, chi è al di sopra degli altri … che cosa possiamo pretendere?
Bisogna partire dall’educazione dei nostri figli e sperare in un futuro migliore … anche se i segnali non sono certo rassicuranti!
Incominciamo comunque ad educarli noi, facendoli far parte di tutti quei sottoinsiemi, quello dei ciclisti (portandoli in bici), quello delle persone con il passeggino (facendo loro tirare quello del fratellino piccolo), quello delle persone con handicap (facendo loro tirare la carrozzina di una persona disabile, magari la nonna anziana): forse si ricorderanno di queste esperienze quando avranno in futuro la possibilità di parcheggiare comodamente ma in modo incivile!

Infine eccovi cartelloni da me fotografati nel 1989 ed ancora attuali oggi!
La situazione non è poi molto cambiata e c’è ancora molta strada da fare …

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Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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Una risposta a L’inciviltà degli automobilisti, dei ciclisti e dei pedoni

  1. marcopie ha detto:

    Io ho notato una sostanziale differenza di percezione se percorro i marciapiedi con una bici pieghevole rispetto alle bici normali. La pieghevole viene percepita come “piccola ed inoffensiva”, ed i pedoni non si spaventano. 🙂

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